Roma, (askanews) - Sembra tornata la calma a Casale San Nicola, nell'area nord di Roma, dopo gli scontri di ieri quando i residenti della zona, insieme a esponenti dei circoli di estrema destra collegati al movimento politico Casapound, hanno tentato di impedire l'accesso di un gruppo di immigrati nell'edificio loro destinato dalla Prefettura, l'ex scuola Socrate. Due persone sono state arrestate, tra cui un consigliere municipale di Fratelli d'Italia, una denunciata e altri 15 identificati, 14 i feriti tra le forze dell'ordine.I residenti, che non sono riusciti a respingere gli immigrati, si sentono traditi e abbandonati dalle istituzioni."Dall'altra parte c'erano degli immigrati clandestini, spiega Luciano Lupi, un residente di Casale,. Abbiamo cercato di fare una catena umana per evitare il passaggio del loro pulman. Non per razzismo, ma per una questione di sicurezza e di democrazia. Ora non ci aspettiamo niente. Ormai questi sono entrati e ci aspettiamo che la situazione peggiori sempre di più. I 20 che sono entrati oggi, domani saranno 16, o 4 o 5"."Sono entrati dopo una serie di violenze, dichiara un'altra residente locale. E ci domandiamo che tipo di convivenza ci potrà essere tra noi e queste persone. Ma sappiamo già che poi verrà lasciata a noi la gestione di tutto".Dal canto suo il prefetto di Roma Franco Gabrielli non ha intenzione di cedere dopo quanto accaduto: "Arriveranno altri profughi" ha dichiarato garantendo che si andrà avanti anche a fronte di nuove proteste.(Immagini Afp)