New York, (TMNews) - Da una tragedia sta nascendo una nuova coscienza del lavoro. È trascorso un anno dal crollo del Rana Plaza in Bangladesh - edificio che ospitava aziende fornitrici di molte multinazionali del tessile - che ha seppellito 1.138 persone. Un disastro che ha fatto riflettere e sta rilanciando un modo diverso di fare moda e business. A New York cerca di rialzare la testa il Garment district, che fu il cuore pulsante della produzione e della creatività del fashion system nella Grande Mela ma che ha vissuto nell'ultimo decennio una drammatica crisi. Ora il "Made in NYC" torna a essere di moda, nei piccoli atelier si torna a produrre in modo etico, puntando sulla qualità e la creatività. "E' fondamentale che la produzione avvenga sul posto, la tragedia del Rana Plaza, ha svegliato le coscienze degli operatori del fashion system" spiega Charles Beckwhit, titolare di una sartoria.Fashion District, ospita showroom e impianti produttivi di molti marchi famosi come Carolina Herrera, Oscar de la Renta e Donna Karan, ma anche tanti piccoli atelier di tessuti e sartoria. "I maniaci della moda spendono molti soldi - conclude la stilista Victoria Watson - ora vogliono essere sicuri che quello che indossano non è solo bello ma è anche originale e fatto senza sfruttare il lavoro di donne e bambini" .