Che sara' di un Giappone le cui forze armate potranno tornare a operare all'estero? Canzoni di 45 anni fa come “Che sarà, che sarà” vengono cantate a Tokyo nel corso delle maggiori proteste di massa dalla fine degli anni Sessanta, che hanno visto tornare in forze il movimento studentesco. Tutti contro le nuove leggi sulla Difesa che il governo Abe intende far approvare definitivamente entro venerdi 18 settembre e che consentiranno l'impiego all'estero delle forze armate. In difesa della Costituzione si è costituita una lega degi studenti per la democrazia (SEALD, Students' Emergency Action for Liberal Democracy). Nata il 3 maggio scorso nel giorno della Costituzione, questa lega studentesca si è diffusa nel Paese grazie soprattutto ai social networks. Tutti i dimostranti - dai giovani agli anziani alle mamme - chiedono una interpretazione corretta del'articolo 9 della Costituzione (che ripudia la guerra e limita il Paese a una stretta azione solo difensiva) e temono il coinvolgimento in future guerre americane. Non manca chi biasima i media giapponesi, ritenendoli troppo filogovernativi. In ogni caso, non sembra più vero che i giovani giapponesi siano apatici e allergici alla politica. E dall'anno prossimo anche i 18enni potranno finalmente votare.