Nelle strade protestano gli estremisti di destra, gli uyoku, ma non e' tanto per il missile lanciato dalla Corea del Nord che ha messo in stato di massima allerta gli incrociatori lanciamissile e le squadre di terra che gestiscono i “Patriot” intercettori. Il 7 febbraio di ogni anno e' il giorno delle rivendicazioni contro la Russia, alla quale il Giappone chiede la restituzione di quattro isole delle Kurili meridionali occupate dall'Armata Rossa alla fine dell'ultima guerra. Sono passate solo due ore dalla notizia del missile - la cui traiettoria e passata sopra i cieli dell'arcipelago di Okinawa - e il primo ministro Shinzo Abe non rinuncia a partecipare al rally popolare di rivendicazione. Tutti i partiti sono uniti nel rivendicare le isole: partecipa anche una rappresentante del partito comunista giapponese. Abe dice che il mese scorso ha telefonato a Putin, che lo incontra' presto in Russia e lo invitera' in Giappone nella speranza di risolvere il contenzioso territoriale. Parla anche il ministro degli esteri Fumio Kishida . Nessuno dei due accenna alla Corea del Nord, ma e' anche vero che se ne vanno subito dopo i loro discorsi. C'e' da articolare la protesta giapponese e da cercare di coordinare la risposta all'Onu alla nuova provocazione nordcoreana.