Al Tokyo International Film Festival a sorpresa il pubblico ha premiato il film in concorso di un regista italiano esordiente. L' “Audience Award” e' andato a “Se Dio vuole” (con Marco Giallini e Alessandro Gassmann) di Edoardo Falcone, al suo debutto alla regia dopo una lunga esperienza come sceneggiatore. Lui stesso non se l'aspettava proprio, in quanto “il film e' molto italiano come costruzione e sviluppo”. E' la storia di un chirurgo affermato e arrogante che finire per trovare problemi su tutti i fronti in famiglia (moglie e due figli). Il figlio, sospettato in famiglia di essere gay, annuncia invece l'intenzione di diventare prete, suscitando nel padre il desiderio di “smascherare” il sacerdote carismatico e atipico che lui ritiene abbia fatto il lavaggio del cervello al giovane. “Credo che la cosa che abbia funzionato qui siano i temi universali che il film affronta, dallo sviluppo personale alla ricerca di diventare una persona migliore e aprirsi a una spiritualita', andando oltre la nostra vita normale fatta di cose pratiche e materiali”, afferma Falcone. Il gran premio della Giuria e' andato a un altro film che sembrava non avere chanche in quanto molto “locale” e tematicamente difficile: “Nise - The Heart of Madness” del regista brasiliano Roberto Berliner, basato sulla storia vera di una psichiatra Junghiana che sfida l'establishment medico di Rio de Janeiro rifiutandosi di applicare le violente terapie con elettroshock ai pazienti di un ospedale psichiatrico e iniziando una rivoluzione nella cura dei malati di schizofrenia.