Roma, (askanews) - Il karate farà nel 2020 il suo debutto ai Giochi olimpici di Tokyo e i praticanti italiani di questa disciplina marziale giapponese sono in fibrillazione. La platea olimpica accende le speranze dei karateka e rappresenta una grande opportunità per quest arte marziale e per le tante palestre anche in Italia. Askanews ha incontrato uno dei più importanti maestri che opera in Italia, il giapponese Takeshi Naito, presidente per il nostro Paese della Japan Karate Association, e cintura nera ottavo "dan". Si tratta di uno dei massimi esponenti mondiali di "kumite" - la fase di allenamento con l' avversario - e maestro di diversi campioni

Naito è particolarmente felice dell arrivo del karatè ai Giochi olimpici, soprattutto perché dà una prospettiva ai giovani che si avvicinano alla sua disciplina. Spiega:

"E un fatto estremamente positivo. Cioè, con l'ingresso del karatè nel programma olimpico, i sogni, le speranze, i desideri, l'educazione dei bambini e del loro genitori avranno un punto di arrivo che permetterà loro di godersi il karate. In base a questo, la cultura giapponese tradizionale e quella italiana potranno ancor più unirsi e trovo che questo sia un fatto molto buono".

In particolare, il maestro - che opera in Italia dal 1977 - ci tiene a sottolineare il fatto che il karatè rappresenta lo sport, tra i cinque scelti per il debutto a Tokyo, più legato alla tradizione. E questo comporterà per il Giappone un sovrappiù di responsabilità, il che rappresenta anche una garanzia.

"La cosa importante da sottolineare è che il comitato giapponese ha scelto sport popolari, che hanno la forza economica degli sponsor e sono molto televisivi, come il baseball e il softball. Tra gli sport tradizionali - il sumo, il kyudo, l aikido, il kendo e il karate, mentre il judo è già nel programma - ha optato per il karate. Come giapponesi proviamo un grande orgoglio. Non ci saranno problemi come quello del doping, sarà un grande esempio per i bambini ci coraggio, speranza, educazione".

Dall Italia, probabilmente potrà andare un pugno di karateka. Ma per Naito, non è questo il fatto più importante:

"Dunque, calcolando le tre categorie massima, media e leggera, e il fatto che sarà maschile e femminile dall Italia forse potranno andare sei atleti in tutto. Aggiungendo anche le figure (kata), maschile e femminile, si arriva a otto persone in totale. Questo è quanto ho sentito dire in giro. Ma è presto, non sappiamo come verrà organizzato il tutto. Comunque noi non lavoriamo pensando alle Olimpiadi. Noi lavoriamo, attraverso le arti marziali, mischiando spirito giapponese e italiano, per l'educazione dei bambini, per dare loro la disciplina di esser uomini".