Bangkok (TMNews) - Promessa mantenuta. A Bangkok i manifestanti antigovernativi avevano giurato di portare la capitale thailandese alla paralisi, occupando strade e incroci della città per mettere alle strette il contestato governo di Yingluck Shinawatra. E lo stanno facendo da tre giorni."Manifestazioni come questa, spiega un manifestante, non si sono mai viste nella storia politica della Thailandia. Sono pacifiche e non violente".Le proteste, guidate da Suthep Thaugsuban, sono iniziate a novembre quando il Parlamento ha promosso una controversa legge di amnistia per i reati politici. Secondo le accuse, il primo ministro, vincitrice alle elezioni del 2011, sarebbe solo un burattino nelle mani del fratello Thaksin, al potere dal 2001 ma in esilio dopo essere stato deposto da un colpo di Stato nel 2006.Thaksin resta infatti il personaggi più amato e odiato di un paese diviso tra le masse rurali e urbane diseredate del Nord e del Nord-est che lo adorano e le élites e i membri della classe media di Bangkok che lo vedono come un ostacolo da rimuovere.Per disinnescare la crisi, il premier Yingluck ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni per il 2 febbraio, un voto anticipato in cui il suo partito è dato largamente favorito dopo avere vinto tutti i cinque turni di voto che si sono tenuti dal 2001.Dal canto suo, il partito democratico, la principale formazione di opposizione, ha deciso di boicottare lo scrutinio chiedendo riforme radicali prima del voto e la sostituzione del governo con un "consiglio del popolo" non eletto e guidato da un premier scelto dall'86enne re Bhumibol Adulyadej.Per ora, la polizia risponde senza durezza, ma è difficile prevedere gli sviluppi della situazione mentre dalle campagne arrivano manifestazioni di solidarietà al governo.(Immagini Afp)