Bangkok (TMNews) - I dimostranti antigovernativi sono di nuovo scesi in piazza a Bangkok, all'indomani di una giornata elettorale fortemente contestata, per chiedere le dimissioni immediate del governo di Yingluck Shinawatra e ribadire l'inutilità del voto dei giorni scorsi, boicottato dall'opposizione.Le proteste hanno causato la chiusura di circa 10mila seggi elettorali, pari al 10% del totale.Anche per questo centinaia di manifestanti si sono messi in corteo dietro il loro leader Suthep Thaugsuban per dimostrare agli occhi dell'opinione pubblica nazionale e internazionale la loro determinazione a proseguire le agitazioni sino alla caduta del governo e alla nomina da parte del re di un Consiglio del popolo incaricato di realizzare un piano di riforme prima di nuove elezioni.Ma dietro le quinte prendono corpo contatti febbrili tra quanti cercano di evitare contrapposizioni troppo radicali, come spiega Janjira Sombatpoonsiri, docente di Scienze politiche all'università Thammasat. "Esistono ancora margini di trattativa. Ritengo che quelli che si stanno dando da fare per una riconciliazione si stia impegnando al massimo".Ma i dimostranti scesi in corteo si dimostrano irriducibili nei confronti del governo. "Non ci fermeremo sino alla vittoria, sino a quando non se ne andranno. Perché vogliamo riforme vere prima di nuove elezioni".(Immagini Afp)