Bangkok (TMNews) - Tensione sempre alta in Thailandia. La prima tornata anticipata delle votazioni, che si dovrebbero completare il 2 febbraio, è stata turbata a Bangkok dalle pressioni dei manifestanti antigovernativi che intendono boicottare il turno elettorale. Scontri, tafferugli e intimidazioni davanti ai seggi lasciano capire che lo stato di emergenza proclamato cinque giorni fa non basta a riportare sotto controllo la situazione.34 su 50 dei seggi nella capitale thailandese sono stati chiusi per motivi di sicurezza dalla Commissione elettorale. Il paese appare pericolosamente spaccato: in dieci province del sud, feudo dell'opposizione, il voto è stato annullato. Mentre nel nord e nel nord-est, dove il governo vanta solidi consensi, tutto si è svolto regolarmente.La protesta che mira a impedire il voto propone di mettere al governo un Consiglio del popolo nominato dal re."Vogliamo delle riforme prima delle elezioni organizzate in maniera democratica, con il re al vertice dello Stato".Ma chi intendeva votare si è sentito defraudato di un diritto essenziale."Non è giusto, sono una cittadina di Bangkok e voglio disporre del mio legittimo voto. ma i picchetti al seggio mi hanno impedito di entrare".La situazione è pericolosa e complessa. L'ira dei manifestanti si focalizza sul primo ministro Yingluck Shinawatra, accusata di essere il burattino del fratello Thaksin, al potere dal 2001 ma in esilio dopo essere stato deposto da un colpo di Stato nel 2006.Thaksin è amatissimo dalle masse rurali e urbane diseredate del Nord e del Nord-est mentre le élites e i membri della classe media di Bangkok lo vedono come la fonte di tutti i problemi del paese.(Immagini Afp)