Milano, 28 gen. (TMNews) - L'eminenza grigia della protesta in Thailandia è un controverso monaco buddista. Per cui, con più precisione, si potrebbe forse parlare di eminenza zafferano, dato il colore della tonaca.Nella devotissima Thailandia, dove le guide religiose sono venerate, i monaci buddisti sono considerati al di sopra della politica. Ma nel Sud-est asiatico le cose non sono sempre così lineari. Basti pensare ai bonzi che negli anni '60 si bruciavano vivi nel Vietnam del sud in segno di protesta contro la politica di discriminazione antibuddiste del governo del presidente Ngo Dihm Diem che portò alla cruenta deposizione del premier da parte della Cia.Ora anche in Thailandia la protesta contro il governo è guidata da un monaco, Buddha Issara, diventato il leader della rivolta."Il governo guidato dalla famiglia Shinawatra, da fratello e sorella, non possiede alcuna moralità e nessuna etica civile. Sono corrotti e permettono il dilagare della corruzione mentendo ogni giorno".Le proteste sono in corso nelle strade della capitale Bangkok da mesi e Buddha Issara ha assunto un ruolo sempre più rilevante. Anche perché il leader civile della dura contestazione, Suthep Thaugsuban, non ha esitato a mostrare pubblicamente il suo rispetto sedendo ai piedi del monaco quando sono comparsi insieme in pubblico.Ma non tutti sono d'accordo con l'azione del monaco in rivolta, come spiega Sathien Wipornmaha, dirigente dell'Associazione buddista della Thailandia."I monaci possono avere loro convinzioni personali ma ogni pubblica espressione politica è vietata dalle nostre regole. Nessuno le viola come fa Buddha Issara, distruggendo l'immagine stessa del Buddismo".Ma l'eminenza color zafferano della protesta thailandese non sembra disposto ad accettare suggerimenti o imposizioni.(Immagini Afp)