Roma, (askanews) - Istigazione al terrorismo: è questa l'accusa con cui è stata fermata a Palermo Khadgia Shabbi, una ricercatrice universitaria di nazionalità libica di 45 anni.La donna sarebbe stata in contatto con alcuni foreign fighters in Europa, facendo propaganda per la jihad attraverso i social network.Il gip di Palermo però non ha convalidato il fermo della donna, perchè non sussisterebbe il pericolo di fuga e ha preferito disporre l'obbligo di dimora.La donna, che vive in Sicilia da 3 anni, è stata monitorata per mesi in seguito ad alcune segnalazioni e sono stati accertati i suoi contatti con due foreign fighters, uno in Belgio, l'altro in Inghilterra.Shabbi avrebbe anche cercato di pianificare l'arrivo in Italia di un suo cugino, poi morto in Libia in uno scontro a fuoco e avrebbe mandato diverse somme di denaro in Turchia.La ricercatrice sarebbe imparentata con esponenti di una organizzazione terroristica coinvolta nell'attentato all'ambasciata americana in Libia nel 2012 e avrebbe fatto propaganda sui social per Al Qaeda. Per il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, la misura dell'obbligo di dimora è del tutto inadeguata alle esigenze cautelari e all'intensissima rete di rapporti intrattenuti dall'indagata.