Roma, (askanews) - "Dobbiamo resistere alla tentazione di una paura che diventi permanente, un cupo compagno di viaggio. Non si può vivere nella paura degli altri, non è un bel vivere né per i singoli, né per una città o un Paese". Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, parlando del terrorismo durante il tradizionale scambio di auguri con i giornalisti in occasione delle festività natalizie."Bisogna però riconoscere - ha precisato il porporato - che una certa paura esiste, forse mediaticamente qualche volta è un po' enfatizzata ma esiste. I fatti di Francia - ha ricordato - sono sotto gli occhi di tutti, vicino a casa ma anche poco più lontano da noi continuano ad esistere questi fatti di persecuzione, di violenza, di morte, di barbarie, di pazzia lucida"."Sicuramente - ha aggiunto Bagnasco - l'allerta delle forze dell'ordine, delle autorità pubbliche esiste, è reale e anche la vigilanza è molto puntuale, molto professionale. Sotto questo profilo mi pare che tutto quello che è possibile fare si stia facendo. Bisogna quindi - ha affermato il presidente della Cei - non rinchiudersi in casa perché sarebbe una vittoria di questi barbari terroristi che non mirano soltanto a degli obiettivi simbolici ma alla vita comune, proprio per seminare l'inquietudine, lo smarrimento, l'incertezza e far ritirare le persone nel proprio guscio. Bisogna reagire compatti insieme".