Pescara del Tronto (Ascoli) (askanews) - Pescara del Tronto è un deserto: il terremoto ha lasciato macerie e silenzio. I vigili del fuoco hanno terminato i lavori di recupero dei corpi e ora dentro la cittadina in provincia di Ascoli, al confine con il Lazio, non c'è più nessuno. Se si prova ad arrivare dalla Salaria, al primo svincolo per salire in cima alla cittadina arroccata, c'è un primo blocco. Possono accedere solamente giornalisti, mezzi di soccorso e residenti. È la zona rossa. Oramai è impossibile entrare nel paese che non c'è più.

Al secondo blocco, dove inizia la zona rossa più a ridosso del borgo, c'è un silenzio spettrale. Qui ci sono stati 45 morti. Il paese è un cumulo di macerie.

Nel campo base di Arquata ci sono 290 vigili del fuoco. Qui é stata allestita una tendopoli che ospita gli sfollati di Arquata, mente lungo la Salaria è stata allestita un'altra tendopoli che accoglie gli sfollati di Pescara del Tronto. In totale, nel comune di Arquata, i vigili del Fuoco hanno salvato circa 260 vite. Ora si pensa alla ricostruzione. Dopo il dolore e la tragedia, è tempo di speranza e si cerca di andare avanti.