Roma, (askanews) - Erano stati fondamentali per gestire la situazione di emergenza durante il terremoto in Abruzzo e poi in Emilia Romagna. Ora, gli chef della Federazione Italiana Cuochi, sono in prima linea ad Amatrice e nei luoghi del terremoto che il 24 agosto ha piegato l'Italia Centrale. Poco dopo la scossa delle tre di notte, i cuochi sono partiti per preparare pasti per i terremotati.

Come racconta Alessandro Circiello, presidente della FederCuochi Lazio. "Dopo qualche ora ci è arrivata la lettera di incarico della Regione Lazio per mandare i mezzi e i cuochi. Abbiamo venti cuochi al giorno nei due campi dove ogni giorno facciamo 300 pasti al giorno in ogni campo. Serviamo prima colazione, pranzo e cena, con almeno tre piatti caldi".

Presenti nel campo di Illica, frazione di Accumoli, e ad Amatrice: i cuochi si alternano, prestando servizio di volontariato, per garantire un ingaggio che al momento è previsto fino al 31 dicembre.

"Abbiamo cuochi proprietari di ristoranti o cuochi dipendenti che staccano dal loro posto di lavoro, prendono giorni di ferie e vanno lì. Hanno fatto anche giorni di formazione per lavorare in situazione di emergenza, ma occorre lavorare in sicurezza alimentare".

Garantire un'alimentazione sicura, varia e che tenga conto delle situazioni di intolleranze, come quella al lattosio o al glutine. "In ogni campo ci sono tre cucine, una della FederCuochi, una della Regione Lazio e l'altra dell'Esercito. Una cucina viene adibita soltanto per intolleranti. Dalle aziende sono arrivati tanti cibi senza glutine, e una cucina è destinata solo agli allergici".