Miyagi è una delle province giapponesi più colpite dal terremoto e dallo tsunami del 2011. Alla prefettura del capoluogo Sendai, l'ufficio per la protezione civile e la ricostruzione è diretto da Takamasa Chiba, che di recente ha ricevuto una richiesta dall'Emilia (colpita dal terremoto del 2012) per informazioni su come si affrontano le emergenze. Chiba si dichiara stupito nell'apprendere che un Paese avanzato come l'Italia appaia impreparato ai terremoti e non faccia nemmeno educazione su come affrontare i disastri naturali, cosa che in Giappone inizia dalle scuole elementari e prosegue con grandi esercitazioni periodiche di protezione civile che coinvolgono tutta la popolazione. Non c'è scolaretto che non sappia che non appena percepisce un sisma deve gettarsi sotto il banco. Ad ogni ripresa dalle vacanze estive, le scuole fanno esercitazioni di evacuazione nell'anniversario del grande terremoto del Kanto che il primo settembre di 90 anni fa distrusse Tokyo e Yokohama causando oltre 100mila vittime.
Chiba quasi si scusa per il fatto che il Giappone faccia poco per esportare la sua esperienza nel campo della prevenzione e protezione dai terremoti. Il suo messaggio è che dalla scuola deve iniziare l'educazione salvavita, tanto più in un Paese come l'Italia che è la nazione dell'Europa più soggetta a disastri naturali e l'unica dove è arrivato un grande tsunami devastatore dopo il terremoto di Messina del 1908. Alla scuola il Giappone assegna un ruolo sociale fondamentale anche nella fase post-terremoto. Lo testimonia l'istituto superiore di Otsuchi, paese che ha avuto 1.235 vittime, circa l'8% della popolazione. I ragazzi della scuola si sono impegnati a fare da supporto e non da peso all'intera comunita' locale, anche se quasi la meta' di loro vive ancora in prefabbricati temporanei a tre anni dalla catastrofe. Alcuni studenti hanno elaborato a scuola un loro progetto - che poi hanno presentato al comune - per la ricostruzione e lo sviluppo del paese.