Roma, (askanews) - Nell'anno del Giubileo della Misericordia, la Terra Santa chiama Roma per una serie di incontri di formazione e di informazione che il ministero del Turismo di Israele, insieme ai protagonisti dell'organizzazione del turismo religioso cattolico, sta promuovendo in tutta Italia. Il nostro paese, nonostante le problematiche dell'area, si conferma infatti al sesto posto nel ranking dei flussi in entrata in Israele, con 91 mila visitatori, 84 mila sono turisti, il 30 per cento dei quali pellegrini.Si è cominciato proprio da Roma, chiamando al dibattito su turismo e pellegrinaggio operatori del settore e sacerdoti e presentando le novità predisposte in Terra Santa per i pellegrini durante il Giubileo.Per l'occasione il ministero del Turismo di Israele ha predisposto un percorso che ha come epicentro la Galilea, denominato Gospel Trail, proponendo itinerari anche a piedi, in bici o a cavallo, tra Cafarnao, Magdala, il monte Tabor ed altri luoghi paesaggisticamente e storicamente rilevanti, dal Kibbutz Lavi alla città della mistica ebraica, Safed. Lanciata anche l'idea di riprendere il viaggio in pellegrinaggio di cristiani ed ebrei, insieme nel ricordo del cardinal Martini, piantando un albero in un bosco nei pressi di Tiberiade dedicato proprio a Martini.Avital Kotzer Adari, direttore dell'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo:"Israele è la Terra Santa di tutti, invitiamo tutti, credenti e non, a vivere l'emozione di un Giubileo in Israele. Quattro sono le porte sante aperte, ad Haifa, Nazareth e Gerusalemme, e le comunità cristiane attendono i pellegrini in arrivo".La responsabile della promozione turistica di Israele in Italia conferma poi la sicurezza per il pellegrino in viaggio, tra spirituale e turistico, sulle strade della Terra Santa. E nell'anno del Giubileo della Misericordia anche per l'Opera Romana Pellegrinaggi è evidente una maggiore attenzione al pellegrino da parte delle autorità israeliane.La testimonianza di Don Giovanni Biallo, appena rientrato dalla Terra Santa: "Quest'anno c'è poi una cura speciale per il mondo dei pellegrinaggi. La Paura sappiamo che esiste, ma spesso è immotivata ed esagetrata. E non ferma tanti pellegrini che invece ugualmente partono per vivere questa esperienza specialmente nell'anno del Giubileo".