Ancona (askanews) - In Italia il 26% della popolazione soffre di dolore cronico, non un sintomo ma una vera e propria patologia che può essere curata, nonostante esistano ancora molti preconcetti. Se ne è parlato ad Ancona in occasione della prima tappa di "NienteMale Roadshow", una serie di incontri per sensibilizzare i cittadini sul loro diritto ad accedere alla terapia del dolore.

Molte cose sono cambiate grazie alla Legge 38 del 2010, che è all'avanguardia nel mondo, ma c'è ancora molto da fare per quanto riguarda l'applicazione come spiega Guido Fanelli, Professore di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore dell'Università degli Studi di Parma, tra gli estensori tecnici della legge.

"Essere qui nel 2016 a spiegare una legge del 2010 è francamente imbarazzante. Il problema oggi come oggi è l'applicazione pratica nei vari ospedali. Ci sono delle regioni assolutamente virtuose che applicano la legge completamente altre non lo sono e questo dipende dal Titolo V della Costituzione per cui ogni regione è libera di applicare la legge".

In Italia la maggior parte dei medici cura il dolore cronico con i Fans che hanno gravi effetti collaterali, invece che con gli oppiacei, come succede invece succede in molti altri paesi, come spiega Gianluigi Frozzi, CEO Pharma di Angelini.

"Uno dei motivi per i quali il consumo è proprio così limitato è perché uno associa la morfina alla malattia terminale. Quando si diceva al paziente prendi la morfina, lui diceva: addio sono spacciato. In realtà non è così perché si possono avere delle terapie antidolorifiche anche per patologie non così drammatiche".

Nel nostro paese è ancora difficile parlare e accedere alla terapia del dolore come sottolinea il sociologo e psichiatra Paolo Crepet.

"Questo è contrario ai diritti dell'uomo, che prevedono che io sia curato al meglio, è anche scritto nella Costituzione".

Per molti la colpa sarebbe della cultura cattolica, la Chiesa però non è contraria alla terapia del dolore, come racconta il direttore del dipartimento Scienza e Fede del pontificio consiglio della cultura Mons. Tomasz Trafny che ha parlato dell'importanza delle cure palliative al fine di alleviare la sofferenza umana.

"In questo senso la Chiesa è a fianco ai medici, ai farmacisti e a tutti coloro che si impegnano a soccorrere chi soffre".

Il prossimo appuntamento con NienteMale Roadshow, iniziativa realizzata con il grant educazionale di Angelini e con il patrocinio del ministero della Salute, in novembre a Crotone.