New York (askanews) - Il grande gioco sullo scacchiere mediorientale si complica sempre di più: apre nuovi fronti di conflitto e riapre vecchie ferite. La guerra diplomatica scoppiata negli ultimi giorni nel mondo arabo tra sunniti e sciiti presenta conseguenze inaspettate anche per gli Stati Uniti, già in difficoltà nel cercare di combattere le crisi in Medio Oriente.L'amministrazione Obama teme che il conflitto tra Arabia Saudita e Iran possa far fallire gli sforzi americani nella regione, in particolar modo per fermare la guerra in Siria. Riad da tempo chiede alla Casa Bianca di prendere posizione netta per fermare l'azione destabilizzatrice dell'Iran, ma l'accordo sul nucleare ha dato nuovo potere a Teheran.A innescare la scintilla è stata l'Arabia Saudita che, ignorando le preoccupazioni statunitensi, ha mandato a morte l'imam sciita Al Nimr insieme ad altri 46 oppositori, tutti accusati di terrorismo, provocando la reazione virulenta della comunità sciita del mondo arabo e musulmano. L'Iran, seguito da Bahrein e Sudan ha rotto le relazioni diplomatiche con Riad.Tiepida e incerta invece la posizione degli Stati uniti,tradizionali alleati di Riad nella regione. Senza condannareesplicitamente le esecuzioni, Washington ha chiesto ai leader del Medio Oriente di adottare ogni misura per "calmare le tensioni".Ora Mosca si è offerta di mediare, la partita è tutta da giocare.