Roma, (askanews) - Ancora tensione a Tor Sapienza, periferia est, disagiata, di Roma. C'è paura dopo gli episodi di guerriglia davanti al centro di prima accoglienza per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri. Fin dalla sua nascita tre anni fa, spiega chi ci lavora, il centro si è scontrato con i malumori del quartiere, che poi si sono trasformati in rabbia, fino a sfociare in veri e propri attacchi con decine di persone incappucciate armate di bastoni scese in strada per protestare contro la presenza degli immigrati, accusati di essere la causa del degrado della zona e i responsabili di furti e aggressioni.Tra i residenti della zona c'è chi prova a descrivere la situazione che vive il quartiere e a spiegare le sue ragioni: "Rappresentiamo quello che sono le periferie romane, abbandonate dalle istituzioni, da anni, senza servizi, senza niente. Ci catapultano qui solo problemi, campi rom, immigrati e questa è la nuova parola dell'italiano razzista, ma noi non siamo razzisti, non vogliamo che questi ragazzi vengano buttati fuori e non abbiano assistenza. Il problema è che non possiamo accollarci i problemi di tutti".Ma qualcuno ha toni ben più duri: "Andrebbero mandati da sono venuti, tanto vengono solo a delinquere, avere sulle spalle anche loro, oltre che la famiglia. Se io non ho i soldi per ricaricare il telefono non lo ricarico. Non ho lo Stato o il sindaco che me lo ricaricano".E c'è chi scarica la sua rabbia su altri: "La guerra non la facciamo a loro ma a quelli della cooperativa. Gliel'ho sempre detto. Raccoglierò le firme, farò una guerra contro gli operatori".