New York, (askanews) - Dodici Stati al voto, oltre 1.600 delegati in palio: negli Stati Uniti il Super Tuesday è il primo grande appuntamento delle primarie statunitensi in vista delle elezioni presidenziali dell'8 novembre. È il giorno in cui vota il maggior numero di Stati e in gioco c'è circa il 25% dei delegati che parteciperanno alle convention nazionali per la scelta dei candidati.Per i democratici sono in lizza Hillary Clinton e Bernie Sanders: la ex first lady ha vinto in South Carolina conquistando gran parte dell'elettorato nero e potrebbe conquistare tutti i 7 Stati del Sud in palio. Sarebbe in netto vantaggio anche in Colorado e Minnesota; in bilico il Massachusetts, mentre solo nel piccolo Vermont è sicura la vittoria di Sanders, senatore di casa, l'uomo che piace alla sinistra e ai giovani. Nel campo repubblicano il SuperTuesday potrebbe essere altrettanto decisivo. Il miliardario Donald Trump dovrebbe aumentare il vantaggio sugli avversari, grazie soprattutto al blocco degli Stati del Sud dove gli evangelici dovrebbero aiutarlo a vincere. Ma il problema, per l'establishment del partito repubblicano, è che Trump sembra capace di attirare i consensi di Stati conservatori, centristi e più liberali, segno che il suo messaggio ha ormai raggiunto l'intero elettorato di centrodestra. Il magnate è in netto vantaggio su Marco Rubio e Ted Cruz anche in Massachusetts, Vermont e Alaska. L'unico Stato dove ci sono buone possibilità che perda è il Texas, dove il senatore Cruz gioca in casa.