Roma, (askanews) - Due suicidi in 24 ore nel carcere di Regina Coeli a Roma: ne ha parlato anche il presidente della Commissione diritti umani del Senato, Luigi Manconi, a margine di un incontro con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ricordando come in particolare per il primo, il presunto assassino del gioielliere romano che si è ucciso poche ore dopo l'arresto, sarebbe servito un tipo di sorveglianza diversa, non consentito dalle carenze del personale."Le ricerche che abbiamo effettuato in questi anni" ha detto Manconi "sono molto chiare: la frequenza di suicidi in carcere è 15 volte maggiore che nella popolazione nazionale italiana esterna al carcere, ed è assai più intensa nei primi giorni, nelle prime settimane dopo l'ingresso in carcere. In sostanza è l'impatto con un universo sconosciuto di cui ignorano la lingua, le regole, il sistema di relazione che determina la crisi. La psicologa ci dice in relazione al primo di questi suicidi che la persona era assai alterata. In questi casi è utile l'apporto di quella che si chiama 'sorveglianza a vista'. Ciò richiede un numero di agenti che in quel momento, a Regina Coeli, non erano a disposizione".