Città del Capo. (askanews) - I cani da pastore in difesa dei rinoceronti. Nel parco Kruger, il più importante rifugio naturale del Sudafrica, vive il maggior numero di questi catafratti cugini dell'unicorno. Dal 2007 le autorità del parco devono fronteggiare un incremento esponenziale del bracconaggio, alimentato dal mercato nero della polvere di corno in Asia considerata, assurdamente, una straordinaria panacea per quasi tutte le malattie che affliggono l'umanità.L'ultima risorsa contro il massacro sempre più indiscriminato è l'impiego di una brigata canina, arma indispensabile dato che dal gennaio all'aprile 2015 400 rinoceronti sono stati abbattuti dai bracconieri, quasi il 20% in più rispetto all'anno scorso.Ally è un pastore belga, una razza molto apprezzata dalle unità militari di prima linea e dalle squadre di soccorso. Resistente e pronta all'apprendimento, Ally è in grado di seguire una pista nella boscaglia per molti chilometri per poi piombare sulla preda.Il suo conduttore, un ranger sudafricano, preferisce mantenere l'anonimato per evitare rappresaglie sulla famiglia. "Quando la terra è indurita dalla siccità o quando l'erba è alta non è facile seguire le tracce dei bracconieri. Ma i cani grazie al loro fiuto, non appena li lasciamo liberi partono subito a seguire la pista. Braccano l'obiettivo senza sosta e poi lo bloccano".Ally fa parte dell'unità cinofila del Kruger, una trentina di esemplari destinati ad aumentare sino a 40, addestrati ogni giorno alla lotta contro i bracconieri. Anche perché nel 2014 in Sudafrica sono stati uccisi oltre 1.200 rinoceronti, 800 dei quali all'interno del Kruger, desolante record che verrà superato nel 2015.La piaga del bracconaggio non sarà facile da estirpare. Nel Kruger, soprattutto, parco lungo la frontiera con il Mozambico da cui giunge la maggior parte dei cacciatori di frodo, un paese in cui più della metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà.(Immagini Afp)