Giuba, Sud Sudan (askanews) - L'esercito del Sud Sudan ha annunciato di avere convocato uno dei suoi generali, sospettato dall'Onu di avere rapito centinaia di bambini per trasformarli in soldati.A metà febbraio, l'Unicef aveva dichiarato che 89 adolescenti erano stati prelevati dal villaggio di Wau Shilluk, nello stato petrolifero dell'Alto Nilo nelle regioni nord-orientali del paese. Dati che nei giorni scorsi sono stati, drammaticamente, rivisti al rialzo con centinaia di bambini arruolati a forza e con accuse circostanziate nei confronti del generale Johnson Olony, leader di una milizia locale filo governativa."Abbiamo saputo che un gruppo di bambini è stato rapito dal villaggio di Wau Shilluk, ha dichiarato Anthony Nolan, funzionario dell'Unicef. Non conosciamo la cifra esatta perché l'accesso a quelle regioni è difficile, ma riteniamo che si tratti di centinaia. Non sappiamo neppure dove i bambini sono stati portati".I bambini sono stati prelevati nelle case e nelle scuole, per cui le classi di età dovrebbero coprire tutto il periodo dell'adolescenza. Alcuni erano sul punto di fare gli esami, quindi avevano più di 14 anni ma questo non esclude la presenza di altri più giovani."Stiamo facendo indagini per saperne di più, ha proseguito Nolan. Ma abbiamo ragione di credere che i bambini siano stati sequestrati dalle milizie controllate dal generale Johnson Olony".Dal canto suo l'esercito del Sud Sudan, tramite il suo portavoce, ha deciso di aprire un'inchiesta sulla vicenda."Lo stato maggiore ha deciso di affrontare il caso, ha spiegato il tenente colonnello Philip Aguer, perché si tratta di una gravissima infrazione ai regolamenti. Il rapimento di bambini è un crimine dato che l'età minima per il reclutamento nell'esercito è 18 anni compiuti".(Immagini Afp)