Pibor, Sud Sudan (askanews) - È la fine di un incubo ma, paradossalmente, non si scorge traccia di gioia. Le ferite, evidentemente, bruciano ancora nell'anima. Trecento bambini soldato, arruolati da un gruppo ribelle attivo nel Sud Sudan, hanno preso parte a una cerimonia per la riconsegna delle armi organizzato dall'Unicef che dovrebbe segnare la loro smobilitazione ufficiale e l'inizio del reinserimento nella società. Ma lasciano perplessi gli sguardi e i canti di questi bambini diventati adulti a forza, nell'orrore della guerra civile che devasta il paese."Più di trecento bambini sono stati smobilitati qui a Pibor, ha dichiarato Ettie Higgins, rappresentante dell'Unicef in Sud Sudan. Verranno inviati in un centro di accoglienza temporaneo dove saranno sottoposti a esami medici, vaccinati, sostenuti psicologicamente e inseriti in una banca dati per cercare di rintracciare le famiglie di appartenenza. Infine, nelle prossime settimane, saranno affidati alle appropriate strutture scolastiche".I bambini soldati appartenevano al gruppo Cobra che ha firmato un accordo di cessate il fuoco con il governo nei giorni scorsi."Una volta liberati, spiega Oluku Andrew, coordinatore del programma di disarmo e reinserimento dei bambini soldato nel paese, saranno inseriti in un centro a loro dedicato dove potranno fare sport e giocare per disintossicarsi dai ricordi della guerra che li perseguitano".Sarà un percorso lungo e complesso. Ma la forza dei bambini resta sempre la prospettiva di un futuro diverso, se non migliore almeno più sereno. "Mi chiamo Martin, racconta uno dei bambini, sono molto contento di non fare più il soldato. Così potrò tornare a scuola".(Immagini Afp)