Malakal (askanews) - Il Sud Sudan continua ad essere teatro di violenti scontri. Dopo l'ultimo feroce attacco al sito per la Protezione dei Civili a Malakal Medici senza frontiere condanna le violenze e chiede maggiore protezione dei civili e assistenza umanitaria. Da due anni la popolazione civile che vive nel campo, oltre 47mila persone, continua ad essere vittima di violenze indiscriminate, vive nel terrore e in condizioni difficili, definite "inumane". Nell'attacco sono morte 19 persone fra cui un membro dello staff di Msf, i feriti sono stati oltre 100.Attualmente, le migliaia di persone rimaste nel campo sono accampate in aree non attrezzate per accogliere delle abitazioni. La popolazione ha accesso soltanto a 10 litri di acqua al giorno a persona, poco o nessun riparo e a scarsi servizi sanitari. Altre 4.500 persone che prima si trovavano accampate nel PoC di Malakal si sono ora spostate in città, dove c'è scarso accesso a qualsiasi tipo di assistenza umanitaria.