Roma, (askanews) - Abbattere il "muro del silenzio" perchè "sono coloro che compiono atti di violenza a doversi vergognare e non chi la subisce". Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, si è recata a Reggio Calabria per incontrare il prefetto, le associazioni, le forze dell'ordine; un atto di presenza per la vicenda della ragazzina stuprata da tre anni da un gruppo di otto persone, a Melito Porto Salvo, vicino Reggio Calabria.

"Abbiamo avuto un incontro riservato con l'arcivescovo, il prefetto, i rappresentanti delle forze dell'ordine e con i rappresentanti dell'autorità giudiziaria per avere il quadro sulla vicenda della ragazza che abbiamo chiamato 'Maddalena'. Credo sia stato importante - ha detto la Boschi - cercare anche di impostare il lavoro che deve riguardare più in generale casi analoghi, per evitare che si possa ripetere e soprattutto perchè ci sono purtroppo altre Maddalene e altri casi di violenza e di maltrattamenti che non hanno il coraggio di denunciarli. Credo sia importante - ha concluso la ministra - dare un segnale forte e rompere il muro del silenzio perchè chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Devono vergognarsi coloro che compiono atti di violenza".