New Delhi (TMNews) - Si sono riuniti a decine davanti all'ospedale di New Delhi dove è ricoverata la bambina di cinque anni rapita e violentata nella capitale indiana: uomini e donne hanno protestato contro l'ultimo caso di violenza sessuale nel Paese, dopo la morte della studentessa lo scorso dicembre, notizia che ha fatto il giro del mondo e scatenato le polemiche. Sotto accusa la polizia e il trattamento riservato dalle autorità alla vicenda delle aggressioni a sfondo sessuale. "Quello che è successo a questa bambina e all'altra ragazza a dicembre potrebbe succedere anche a noi domani. Non ci sentiamo sicure qui, abbiamo le leggi ma non vengono rispettate, i responsabili non sono ancora stati puniti. Perchè?" si chiede Priya. "Se l'atteggiamento della polizia fosse cambiato dal 16 dicembre, quando quella ragazza fu stuprata da sei mostri, non sarebbe accaduto nulla alla bambina che lotta tra la vita e la morte in questo ospedale" accusa Sunil. La polizia ha arrestato un secondo sospettato per il rapimento e allo stupro della piccola di 5 anni. Il ministro degli Interni ha annunciato un'inchiesta per far luce sulle carenze del comportamento della polizia: secondo le accuse alcuni agenti avrebbero offerto denaro ai genitori per mettere a tacere il ritrovamento della bambina a 40 ore dalla scomparsa, in un sottoscala del palazzo dove vive. Il commissario della polizia di New Delhi ha detto che non vuole dimettersi e ha promesso la soluzione del caso in tre giorni.(immagini Afp)