Roma, (askanews) - Studenti e allo stesso tempo atleti professionisti. Un binomio impossibile o comunque molto difficile da portare avanti per tanti ragazzi spesso costretti a rinunciare allo studio per inseguire i propri sogni, allenarsi tutti i giorni e partecipare alle competizioni. E' per questo che il Miur, in collaborazione con Coni, Comitato italiano paralimpico e Lega Serie A intende, con la Buona Scuola, dare una risposta a chi frequenta le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, e pratica un'attività sportiva a livello agonistico, definendo in tempi rapidi un percorso sperimentale per la loro formazione personalizzata.Il progetto è stato presentato a Roma al Ministero dell'Istruzione dal ministro Stefania Giannini, dal sottosegretario all'istruzione, Gabriele Toccafondi, dal presidente del Coni Giovanni Malagò e dal presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta.L'obiettivo è contenere la dispersione scolastica e assicurare un futuro ai ragazzi anche alla fine del loro percorso sportivo. Potranno svolgere il 25% delle ore di lezione fuori dalle aule, grazie alle piattaforme online, saranno affiancati da un tutor scolastico e da un tutor sportivo. Per loro cambia il progetto formativo, che sarà personalizzato.Un percorso importante, soprattutto per chi pratica sport meno popolari del calcio che non danno una sicurezza economica.Malagò:00.27-1.08"Si sta creando un percorso per aiutare gli atleti di tutti gli sport, perché poi magari c'è chi ha più soddisfazione economica ma gli altri non è che si allenano meno, anzi, spesso anche di più, quindi c'è oggettivamente una quotidianità molto complicata e se non si crea un percorso su misura diventa impossibile quindi apriamo questa strada secondo me di grandissimo successo per tutti gli atleti di alto livello che apre una nuova frontiera per questi ragazzi che a un certo punto non sono più in grado di decidere se fare sport o continuare a studiare".La ministra Giannini: da inizio a 00.17"Un progetto sperimentale che riguarderà 1300 atleti-studenti però la nostra volontà è di estendere la conciliabilità tra sport agonistico e scuola".