Milano (askanews) - C'è anche l'Italia nel mirino dei terroristi islamici. Lo conferma l'Fbi americana che in una nota informativa inviata ai servizi segreti italiani ha indicato come possibili obiettivi dell'Isis San Pietro in Vaticano, il Duomo e la Scala a Milano e segnalato una serie di 5 nominativi di presunti islamisti su cui - ha confermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni - sono già in corso verifiche.Non segnali diretti di minacce concrete ma elementi d'indagine e informazioni, dunque, non sottovalutati dal governo italiano che ha rafforzato le misure di sicurezza nelle città a rischio. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma una circolare con cui chiede di aumentare la vigilanza e il controllo con particolare attenzione ai luoghi di culto e di aggregazione, innalzando l'allerta che è già a livello 2, ovvero l'ultimo prima del livello che scatta in caso di attacco terroristico. Disposti inoltre presidi e posti di blocco per aumentare i controlli a persone o veicoli sospetti.Il premier Matteo Renzi, pur ribadendo la necessità di non sottovalutare ogni possibile rischio e promettendo lo stanziamento di fondi aggiuntivi per la sicurezza, ha detto che non bisogna lasciarsi vincere dalla paura. Dello stesso avviso papa Bergoglio che dice no alle porte blindate. "La Chiesa è e resterà un luogo aperto - ha detto il pontefice - una porta deve custodire certo ma non respingere".Il pericolo, secondo l'intelligence italiana, potrebbe arrivare anche dall'alto, in particolare tramite droni, per questo - ha specificato il il prefetto di Roma, Franco Gabrielli - "stiamo predisponendo un potenziamento dei sistemi di intercettazione e, nelle condizioni che lo consentiranno, anche di abbattimento. La prima regola è che è fatto divieto di abbattere qualunque cosa voli sopra i centri abitati, perché il danno sarebbe maggiore".