Gilgit-Baltistan (TMNews) - Il Pakistan ha sospeso tutte le escuriosni sul Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, dopo la strage di turisti stranieri commessa domenica 23 guiugno 2013 da un commando di talebani in un campo base nel distretto del Gilgit-Baltistan, una regione del Kashmir. Dieci in tutto le vittime: una guida locale e 9 turisti (5 ucraini, 3 cinesi e un russo)."Con quest'attacco il Pakistan è stato pugnalato alle spalle a livello internazionale - dice quest'alpinista - eravamo molto orgogliosi del fatto che, nonostante la difficile situazione internazionale, nulla di male era mai accaduto ai turisti. Negli ultimi 13 anni ho avuto modo di parlare molte volte all'estero della sicurezza in queste zone, ora però non posso più farlo"."Faremo del nostro meglio per i turisti che sono qui - aggiunge il ministro dell'energia del Gilgit-Baltistan, Deedar Ali - Io stessoe il primo ministro abbiamo parlato con gli ambasciatore di Nepal, Cina e Ucraina. Siamo in stato d'allerta e il governo farà di tutto per proteggere i turisti presenti nell'area".La strage è stata rivendicata dal movimento estremista islamico talebano "Jandullah". Il loro portavoce, Ahmed Marwat, ha riferito in un messaggio: abbiamo attaccato perché i turisti erano infedeli nemici dei musulmani. Il movimento "Jandullah" non è nuovo a episodi del genere; nel febbraio del 2012 attaccò un pullman nel Kohistan, uccidendo 18 passeggeri sciiti.(Immagini Afp)