Roma, (askanews) - Una strage senza fine in mare, anche di bambini. Secondo l'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, potrebbero essere fino a 700 i migranti morti nei naufragi degli ultimi giorni al largo delle coste libiche. Cifre spaventose che si basano sulle testimonianze dei superstiti; in 500 potrebbero essere annegati in un unico naufragio giovedì scorso. Tra loro ci sarebbero stati almeno 40 bambini, tra cui alcuni neonati.

I migranti salvati dalla guardiacostiera e dalla marina italiane, sono stati condotti nei porti di Taranto e Pozzallo. La portavoce di Save the Children in Sicilia, ha spiegato che è impossibile verificare le cifre, ma i sopravvissuti hanno raccontato che circa 1.100 persone si erano imbarcate a Sabrata, in Libia, a bordo di due pescherecci e un gommone.

La prima imbarcazione, che ne portava 500, trainava la seconda, su cui ce ne erano altrettante, ha detto, ma quando quest'ultima ha iniziato a capovolgersi, molti hanno cercato di nuotare fino alla prima, e altre si sono aggrappate al cavo che le collegava. Il capitano della prima nave, allora, un sudanese, avrebbe, secondo i sopravvissuti, tagliato il cavo. E' così che la seconda imbarccazione sarebbe affondata rapidamente. Al suo arrivo a Pozzallo, il capitano sudanese sarebbe stato arrestato con altri tre sospetti scafisti.