Damasco, (TMNews) - Un massacro, una straga con un nemico che non si vede. Sarebbero oltre 1.300 le vittime del presunto attacco chimico lanciato dall'esercito di Assad a Damasco. Lo ha dichiarato il presidente della Coalizione di Opposizione siriana, George Sabra. Razzi con potenti gas letali tra cui il nervino, avrebbero colpito i sobborghi di Ghouta, Zamalka e Jobar dove avrebbero sterminato centinaia di persone tra cui tanti bambini. Nelle immagini diffuse dopo l'attacco si vendono centinaia di cadaveri accatastati sui quali non sembra compaiano ferite da armi da fuoco ad avvalorare la tesi dell'uso di armi chimiche.Immediata la smentita del governo. "Le informazioni sull'utilizzo di armi chimiche sono totalmente false", e accusa i canali al-Jazeera e al-Arabiya di "sostenere il terrorismo ed essere corresponsabili dello spargimento di sangue siriano".Il vero obiettivo di chi lancia queste accuse, ha aggiunto il ministero degli Esteri, è "distrarre gli ispettori dell'Onu dal compiere la loro missione".Condanna unanime della comunità internazionale che ora agli esperti dell'Onu inviati nel Paese chiede di verificare se sono state usate armi chimiche nel conflitto tra lealisti e ribelli, più volte accusatisi reciprocamente.(immaginini AFP)