Roma, (TMNews) - Integrazione e sport, un binomio che riassume la ragion d'essere di Sport Senza Frontiere, una onlus presieduta da Alessandro Tappa e creata nel 2011 da un gruppo di amici, tutti impegnati nel mondo dello sport.Sport senza Frontiere nasce nel 2011 dopo due anni di progetto pilota di una piccola società di Pentathlon moderno che si occupa di inclusione e integrazione sociale attraverso lo sport. Lo fa in modo molto concreto - spiega Tappa - organizzando corsi gratuiti per bambini e ragazzi che vivono in una situazione di disagio socio-economico, che vivono in condizioni di marginalità, difficolta economica e che non si potrebbero pemettere di fare un'attività sportiva a pagamento, come normalmente è organizzato lo sport in Italia.Il progetto parte da Roma, dalle periferie romane e ha raggiunto da oltre un anno Milano e Terni. In tre anni di attività sono stati seguiti più di 200 bambini e ragazzi e attualmente sono 104 i beneficiari del progetto: dalle tante famiglie italiane che con la crisi non si possono più permettere di pagare un corso sportivo, ma soprattutto tanti bambini stranieri, immigrati di seconda generazione, tanti bambini e bambine rom con cui il progetto è particolarmente efficace, poiché lo sport è uno straordinario strumento di formazione e inclusione sociale.Per raccogliere i fondi - spiega Tappa - "facciamo i salti mortali, organizzazione di eventi di raccolta fondi, partecipazione a bandi, fondazioni, progetti che ci vengono finanziati e partecipazione a maratone, di tutto di più".I bambini vengono indicati dalla Comunità di Sant'Egidio, dai servizi sociali e dalle scuole del territorio che attraverso gli insegnanti suggeriscono i casi da seguire.Una storia su tutte racchiude in sé l'anima di questo progetto, quella di JJ: il primo bambino che 4 anni fa ha iniziato questo percorso - racconta Alessandro Tappa con evidente soddisfazione - ed è diventato campione regionale di Pentathlon moderno, uno sport meraviglioso, ed è il numero uno che abbiamo ancora con noi. Penso che gli stiamo cambiando la vita, almeno ce la mettiamo tutta".