Palermo, (TMNews) - Massima collaborazione e piena fiducia nella magistratura. Giovanni Ardizzone, presidente dell'Assemblea regionale siciliana, si dice disponibile a collaborare sulle cosiddette spese pazze all'Ars, oggetto di un'inchiesta della Procura di Palermo. Sono 97 le persone indagate, 83 tra deputati ed ex deputati, 13 gli avvisi di garanzia per peculato notificati ai capigruppo della scorsa legislatura. Tra gli indagati c'è il deputato nazionale del Pd Davide Faraone, responsabile Welfare della segreteria di Renzi: la Procura gli contesta 3.380,6 euro. Ad Ardizzone sono contestati 2.090 euro ricevuti dall'Ars dopo essere passato dall'Udc al Gruppo misto. "Io mi scervellavo per capire dove ho sbagliato - spiega - io mi alzo la mattina e guardo in faccia i miei figli. Se questa è la contestazione è un fatto contabile automatico. C'è una contestazione che sono pronto a giustificare, quello che faccio è tracciabile".L'indagine, avviata due anni fa, vuole fare luce sull'acquisto di borse e cravatte di lusso, viaggi e cene galanti e auto di valore: un giro da 13 milioni di euro all'anno di finanziamenti ai partiti, metà erano spesso spesi in modo illecito secondo i magistrati. Coinvolti nell'inchiesta l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e l'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio e diversi ex assessori.