Mosca (askanews) - Quello che vedete in queste immagini è il nuovo ultramoderno cosmodromo russo di Vostochny, costruito nell'Oblast' dell'Amur, la regione più orientale della Russia, a circa 8mila Km da Mosca. Con il suo primo lancio, sarebbe dovuto essere il nuovo fiore all'occhiello della Roscosmos nonché un vero e proprio simbolo delle ritrovate ambizioni dell'industria spaziale russa che ha come obiettivo anche una missione lunare. Rischia invece di trasformarsi in una dolorosa spina nel fianco per Putin dopo l'inatteso - e inusuale - rinvio di almeno 24 ore della partenza del nuovo razzo Soyuz-2.1A, con a bordo 3 satelliti scientifici.Lo stesso Putin era presente di persona al lancio e - secondo fonti locali - è andato su tutte le furie nell'assistere al clamoroso flop. In effetti, gli addetti ai lavori sanno bene quanto sia raro che i russi rimandino un lancio dell'affidabilissimo, per quanto rustico, vettore Soyuz. Eppure stavolta qualcosa è andato storto e il sistema automatico - come ha confermato lo stesso numero uno della Roscosmos IgorKomarov - ha interrotto la procedura a pochi minuti dal decollo.Non solo; secondo indiscrezioni il lancio, inizialmente rinviato dal 27 al 28 aprile 2016, potrebbe addirittura essere cancellato del tutto finché non saranno chiarite le circostanze dell'avaria.La base di Vostochny, alternativa a quella di Bajkonur in Kazakhstan da dove partono anche astronauti e cosmonauti diretti alla Stazione spaziale internazionale, è altamente strategica per la Russia e fino al momento del primo lancio previsto sembrava finalmente pronta, secondo quanto aveva annunciato lo stesso vice primo ministro russo, Dmitry Rogozin dopo un incontro con Vladimir Putin, il quale si era già più volte lamentato per i ritardi nella realizzazione del cosmodromo, iniziata nel 2007.