Madrid (askanews) - Terremoto politico in Spagna. Le nuove forze emerse dal basso, Podemos e Ciudadanos, entrano da protagoniste nelle istituzioni locali, il primo importante test in vista delle elezioni politiche di novembre e mettono fortemente in crisi il sistema tradizionale spagnolo. Il Partido Popular rimane il primo del paese, con il 27%, davanti al Psoe al 25%, e arriva primo in 11 delle 13 regioni in cui si votava, ma la somma dei due storici partiti supera di poco il 50 per cento e per governare dovranno scendere a patti. Il cambiamento è partito soprattutto dalle grandi città. Podemos ha conquistato Barcellona mentre il Pp è ancora primo a Madrid ma non è detto che mantenga la guida della città."Questa è una notte magica, è una giornata storica per la Spagna che segna l'inizio della fine del bipartitismo. Il Pp e Psoe hanno registrato uno dei peggiori risultati della loro storia" ha detto il leader di Podemos Pablo Iglesias, che ora punta a un successo alle elezioni politiche di novembre.Nati sulla scia dei movimenti di protesta degli Indignados, chehanno portato in piazza migliaia di persone durante la crisieconomica, i nuovi gruppi hanno puntato la loro campagna elettorale sulla lotta alla corruzione e alla disoccupazione. Il Partido Popular ha pagato duramente la gestione lacrime e sangue della crisi negli ultimi anni, e la corruzione endemica che imperversa da anni nella politica spagnola.Crolla anche il partito tradizionale della sinistra, Izquierda Unida, mentre la perdita di Barcellona è una sconfitta brutale per i nazionalisti catalani.(immagini AFP)