Madrid (askanews) - Le urne hanno sancito la fine dell'alternanza Popolari- Socialisti e ora, in Spagna, si apre una stagione di consultazioni e incertezze. Il capo del governo spagnolo uscente, Mariano Rajoy ha offerto il dialogo ai partiti pronti a difendere l'unità del Paese e il suo posto in Europa in vista della formazione di un governo."Il Partito popolare ha un mandato e la responsabilità per avviare un processo di dialogo per cercare di formare un governo stabile che possa dare alla Spagna la stabilità necessaria dentro e fuori dai suoi confini", ha dichiarato Rajoy.Ma la sfida appare tutta in salita, se non proibitiva. In termini numerici, infatti, il partito conservatore ha conquistato 123 seggi, ben lontano dal numero magico di 176 che gli consentirebbe di governare da solo. I socialisti, invece, si sono fermati a quota 90, mentre gli emergenti Podemos e Ciudadanos sono rispettivamente a 69 e 40.Il Partito socialista spagnolo (Psoe) ha confermato che voterà no a un eventuale nuovo governo guidato dal premier uscente. Sulla stessa linea Podemos. A loro volta, i liberali di Ciudadanos hanno già preannunciato l'intenzione di astenersi, sicché Rajoy non avrà i voti per una nuova investitura a capo del governo.Gli scenari possibili, a meno di imprevisti ripensamenti, a questo punto sembrano soltanto quattro: un governo conservatore di minoranza, una coalizione di sinistre e nazionalisti anti-partito popolare, una grande coalizione PP-PSOE e infine il possibile ritorno alle urne e nuove elezioni.L'Europa e le borse stanno a guardare con molta preoccupazione.(Immagini Afp)