Madrid (askanews) - La Spagna potrebbe finalmente uscire dall'impasse elettorale; re Felipe VI, infatti, dopo un secondo giro di consultazioni ha conferito al leader socialista Pedro Sanchez l'incarico di formare un governo entro 2 mesi, pena il ritorno alle urne.Sanchez, dal canto suo, ha fatto sapere che ci vorrà almeno un mese prima di presentarsi in Parlamento per la fiducia al suo esecutivo; periodo in cui dovrà tentare di ricomporre un puzzle politico al limite dell'impossibile, alla ricerca di un negoziato per strappare consensi anche - o forse, soprattutto -ai "franchi tiratori" del suo stesso partito, il Psoe ai quali è inviso anche come segretario.Lo scenario politico spagnolo comunque resta pressoché invariato: per governare il Psoe ha bisogno dell appoggio di Podemos insieme all astensione di Ciudadanos o all appoggio dei nazionalisti e indipendentisti catalani e baschi: scenario bocciato senza appello, però, dal Comitato Federale.Dall altra parte, il premier uscente Mariano Rajoy non sta molto meglio: dopo il rifiuto del 22 gennaio è improbabile che venga richiamato da Felipe VI anche dopo un eventuale fallimento di Sanchez, che aprirebbe verosimilmente la strada a nuove elezioni: elezioni in cui il Pp potrebbe anche decidere di cambiare candidato, visti i perduranti scandali di corruzione in cui si trova invischiato il partito.Insomma, la strada è tutta in salita, ma Sanchez appare determinato e ha lanciato un appello alla responsabilità e a "governare il Paese sulla base del dialogo".(Immagini Afp)