Roma, (askanews) - Residenti e ambientalisti in Croazia sono fortemente preoccupati per il futuro della costa e delle sue acque cristalline, dopo che il governo guidato da Zoran Milanovic ha dato il via libera alle trivelle nell'Adriatico, al fine di esplorare le riserve di petrolio e gas della regione. "E' vero quando si dice che questo progetto è un male per tutti. Tutto sarà minacciato, in primo luogo la pesca e il turismo, che è ciò di cui viviamo", ha raccontato Nedjeljko Lesica, pescatore di 75 anni.E' dagli anni Settanta che il gas viene estratto in quest'area, ma il governo vuole ora aumentare la produzione. Sono 10 i siti individuati per le trivellazioni che dovrebbero iniziare alla fine del 2015 e proseguire per cinque anni. L'intera vicenda, secondo molti, è gestita in modo scorretto. Il responsabile dell'ong ambientalista Eko Kvarner, Vjeran Pirsic: "Non hanno chiesto ai comuni o alle principali località, fondamentalmente hanno stuprato la democrazia. E' un disastro".Dopo sei anni di recessione, la Croazia spera con le nuove riserve di gas e petrolio di diventare un hub energetico per i Balcani, ciò significherebbe anche meno dipendenza dalla Russia, che attualmente copre il 40% del fabbisogno di gas. Il capo dell'Agenzia di idrocarburi croata Barbara Doric: "Possiamo parlare di un miliardo di euro su una base annua di profitti netti per i bilanci dello Stato. E ciò non include gli effetti indiretti se parliamo dei tassi di occupazione, del sostegno alla crescita industriale e cose simili".La popolazione locale tuttavia non si lascia convincere e famosi cantanti e attori croati hanno appoggiato la campagna "Sos per l'Adriatico", nel disperato tentativo di proteggere la rinomata costa.(Immagini Afp)