Norcia, (askanews) - E' viva per miracolo. Pochi minuti ancora e sarebbe rimasta seppellita sotto le macerie. Lucilla Carucci è stata salvata grazie a suo fratello Andrea che è riuscita a tirarla fuori dalla stanza crollata dopo il terribile sisma che ha messo in ginocchio l'Italia centrale. Qui siamo a Norcia. Lucilla è titolare, insieme alla sua famiglia, di una azienda agricola. La notte del 24 agosto era nella sua stanza, al secondo piano. Ci racconta cosa è successo: "Ho sentito nettamente un boato e d'istinto mi sono coperta e mi sono rannicchiata da una parte. Sono rimasta immobilizzata e facevo fatica a respirare. Ho chiamato i miei familiari. È passato un quarto d'ora".

Lucilla ha ora una gamba fasciata, la sua casa è completamente distrutta. Anche i capannoni dove sono alloggiati i cavalli e gli animali sono venuti giù. E l'attività è in forte pericolo. Dalla donna una critica al sindaco di Norcia che ritiene che la città non abbia subito grossi danni:

"E' una cosa vergognosa che in un posto dichiaratamente sismico ci sia questa disorganizzazione nel gestire le emergenze". "Per me è una cosa inumana che nessuno sia venuto a trovarmi e a vedere cosa c'è successo. Nè per una visita, nè per una parola di conforto".