Napoli (askanews) - "Tutto di questa giornata ricorderò a lungo, appena sono arrivata, percorrendo per l'ennesima volta queste strade che mi ricordano l'infanzia, la mia adolescenza...".

Arriva a un passo dalle lacrime Sophia Loren, mentre riceve la cittadinanza onoraria della città di Napoli. Alla cerimonia, che si è svolta al Maschio angioino, alla presenza del sindaco Luigi De Magistris, l'attrice, che per l'anagrafe è nata a Roma ed è cresciuta a Pozzuoli ma da sempre si è detta "orgogliosamente napoletana", non è riuscita a nascondere la propria emozione.

"Ricevere un premio è sempre un'emozione speciale - ha detto la Loren - ma riceverlo qui, nella Napoli a me tanto cara da sempre, da quando sono nata, tutt'uno con la mia Pozzuoli, è molto di più. È una soddisfazione intima che gratifica il mio animo e mi accompagnerà a lungo".

"Qui di amore ce n'è stato tanto stamattina - ha aggiunto l'attrice - soprattutto per il sindaco che ha detto delle cose bellissime... Poi è pure 'nu bell' guaglion'"".

All'arrivo Sophia Loren, ospite a Napoli della sfilata-evento organizzata da Dolce & Gabbana, è stata accolta dalle note di "O' sole mio", cantate da Luciano Pavarotti; poi de Magistris ha letto la delibera del 4 luglio 2016 e ripercorso la carriera dell'attrice; i suoi film più famosi e i partner sulla scena, da Totò a Mastroianni a Luca De Filippo. Rappresenta - ha detto - "un patrimonio di Napoli e del Paese".

"Il corpo, l'anima e il cuore della città - ha aggiunto de Magistris - e l'immortalità di Napoli attraverso una persona, il che non è semplice".

"Queste strade le memorizzavo metro per metro per fissarle nella mente e portarle sempre con me", ha detto l'attrice premio Oscar per "la Ciociara", che dai vicoli di Napoli è arrivata orgogliosamente ai boulevard di Hollywood, diventando l'ambasciatrice della "napoletanità" nel mondo.

"Perché - ha concluso - queste giornate hanno un termine e non durano all'infinito? Grazie di cuore a tutti e grazie ella mia cara Napoli, io ci vengo molto spesso, ci vengo zitt' zitt'".