Soma (TMNews) - Si sono ufficialmente concluse le operazioni di soccorso nella miniera turca di Soma, dove un'esplosione ha bloccato sottoterra centinaia di minatori. Il bilancio ufficiale del ministero dell'Energia parla di 301 morti e di nessun altro disperso. Tra quelli che sono riusciti a scampare all'inferno di Soma c'è anche Murat, un minatore che racconta così la sua esperienza."Quando ho provato a scappare - ha ricordato commosso il giovane minatore - ho dovuto camminare sui cadaveri dei miei compagni morti. Ho dovuto calpestare loro per mettermi in salvo"."Eravamo in 143. Quando ho cercato di scappare mi sono guardato indietro e ho visto i miei amici sul pavimento che si contorcevano come bestie al macello. Lottavano contro la morte come animali sacrificati"."Ho chiesto al mio capo cosa dovevamo fare e lui mi ha risposto che dovevamo solo aspettare... aspettare di morire. Ho chiesto cosa era successo ai nostri colleghi nell'altra galleria e lui mi ha detto che erano tutti morti soffocati dal fumo. In quel momento ho detto al capo: io non ho nessuna intenzione di morire quaggiù"."Una volta fuori avevo perso i sensi - conclude il sopravvissuto - ma qualcuno mi ha dato uno schiaffo e mi ha chiesto se volevo bere, poi mi hanno chiesto se volevo una barella o preferivo camminare... ma io non volevo la barella, non volevo lasciare la miniera come un cadavere".A distanza di qualche giorno dalla tragedia restano le polemiche dei parenti delle vittime che accusano il governo per l'incidente, in parte causato - dicono - dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza.(Immagini Afp)