Grande come l'India, ghiacciato e inaccessibile per buona parte dell'anno, il territorio artico della Russia è tra i posti più inospitali della terra. Eppure, il freddo estremo e gli spazi sconfinati sono profondamente radicati nella mentalità e nella storia del popolo russo. Nell'ultimo decennio il presidente Vladimir Putin ha cercato di ridare slancio all'antico sogno. Il suo governo, infatti, ha dichiarato l'Artico un'area strategica sul fronte energetico e ha cominciato a costruire una presenza militare nella regione. Inoltre, il clima più caldo e lo scioglimento dei ghiacci hanno aperto la rotta marittima del Nord, che potrebbe risultare una buona fonte di reddito.Il successo della via di navigazione tra Yokohama e Amburgo e degli altri progetti non è tuttavia garantito. Come racconta questo documentario del Financial Times, il Grande Nord è una terra di estremi che non perdonano. Molte delle infrastrutture costruite nella Siberia settentrionale durante l'era sovietica, facendo ricorso su larga scala ai lavori forzati con i detenuti dei gulag, sono cadute in rovina e giacciono imprigionate nei ghiacci. E' il caso del porto di Tiksi. Ma sotto la coltre ghiacciata e lungo la via dell'Artico ci sono enormi ricchezze: riuscirà la Russia a sfruttarle?