Roma, (askanews) - Si chiama "Balkan Connection", la mega operazione della polizia anti-terrorismo che dopo mesi di indagini ha portato all'arresto di una cellula di estremisti islamici che operava tra l'Italia e l'Albania.La polizia di Stato ha diffuso queste immagini di un video di propaganda sui campi di addestramento al terrorismo all'estero, probabilmente in Iraq.Sono finiti in manette - perché accusati di reclutare tramite il web aspiranti combattenti per l'Isis - due cittadini albanesi, zio e nipote, il primo residente in Albania e l'altro in provincia di Torino, e un ventenne italiano di origini marocchine, anch'egli residente in provincia di Torino, accusato di apologia dei delitti di terrorismo aggravata dall'uso di internet.Quest'ultimo militante islamico sarebbe infatti l'autore di un testo di propaganda dell'Isis di 64 pagine redatto in italiano, dal titolo "Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare", che da novembre gira sui social network. I due albanesi, invece, dopo il marocchino, avevano individuato un altro aspirante "foreign fighter", un giovane italo-tunisino residente in provincia di Como, da inviare in Siria.E' stata la procura della Repubblica di Brescia a emettere le ordinanze di custodia cautelare.