Milano (askanews) - "Tutto è iniziato con la querela di una signora che aveva comprato un ipad ricaricando una prepagata ma questi ipad non le era mai arrivato". Così il funzionario della polizia Postale della Lombardia, Lisa Di Berardino in merito all'inchiesta che ha portato in carcere dieci cittadini romeni accusati di far parte di un'organizzazione criminale internazionale finalizzata alle truffe online, all'utilizzo indebito di carte di credito, alla falsificazione di documenti, sostituzione di persona e furto di identità digitale. In pratica, la banda metteva on-line dei siti di e-commerce fasulli utilizzando nomi molto simili e i dati di società legittimamente operanti sul mercato, sui quali pubblicizzavano prodotti di elettronica di consumo a prezzi concorrenziali. Quando il cliente effettuava l'acquisto inserendo i dati delle propria carta prepagata o di credito, l'organizzazione non gli prendeva solo il denaro per l'oggetto solo apparentemente acquistato ma l'intero plafond della carta. I siti-pirata scoperti sono stati 49 e quasi 3mila le transazioni illecite accertate che sono state effettuate con altrettante carte di credito e prepagate di ignari cittadini per un totale di circa un milione di euro. "I siti nascevano e morivano in 30-40 giorni, perchè poi scoppiavano le lamentele, venivano scoperti e ne aprivano un altro".