Ascoli Piceno (askanews) - Lacrime e dolore nel giorno del saluto a chi ha trovato la morte sotto le macerie del terremoto che ha devastato il centro Italia: "Ho chiesto anche io a Dio, che cosa si fa ora?": ha detto il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D'Ercole, nell'omelia ai funerali di una parte delle 290 vittime del terremoto.

"In questi giorni abbiamo sofferto insieme, adesso è il momento della speranza" ha detto l'alto prelato nella palestra di Ascoli Piceno, alla presenza del premier Matteo Renzi, il presidente della Repubblica Mattarella e i presidenti di Camera e Senato. "Le campane dei nostri paesi sono crollate ma un giorno torneranno a suonare".

Durante i funerali Monsignor Giovanni D'Ercole ha ricordato Giulia e Giorgia, due sorelle, la più grande Giulia, trovata senza vita abbracciata a proteggere la più piccola Giorgia, estratta viva dalle macerie a Pescara del Tronto: "La vita vince sulla morte, dalla morte è rinata la vita". Infine il vescovo ha rivolto anche un saluto a Marisol, la bambina di 18 mesi morta sotto le macerie del sisma, indicando la piccola bara ha detto "Dio non ti abbandona".

In concomitanza col rito, il premier Renzi ha proclamato una giornata di lutto nazionale.