(askanews) - Non riesce a trattenere le lacrime mentre parla, Ricardo Mendez, soccorritore arrivato dalla Colombia per portare il suo aiuto in Ecuador dove un forte terremoto ha ucciso più di 500 persone, 525 secondo l'ultimo bilancio. Ma i dispersi sono ancora centinaia. Da ore Ricardo scava fra le macerie alla ricerca di sopravvissuti ma purtroppo spesso trovano solo corpi da restituire alle famiglie."La cosa più triste è quando troviamo un bambino, non riusciamo a non piangere quando restituiamo il corpo di un bambino alla sua famiglia. Chiedete a qualsiasi soccorritore, quando ne troviamo uno, vivo o morto, non riusciamo a trattenere le lacrime".Intanto bisogna pensare ai cinquemila feriti e alle migliaia di persone rimaste senza casa, accolte in tende o strutture provvisorie come queste, organizzate da volontari. Molti di loro stanno trascorrendo le notti fuori per paure di ulteriori scosse. Dopo il primo sisma di sabato, di magnitudo 7.8, ci sono state altre scosse mercoledì, fra cui una molto violenta di 6.1.