Città del 6 ottobre, (TMNews) - Bassel ha deciso di ricostruirsi una vita partendo da quello che sa fare: insegnare musica. E' uno dei 140mila profughi siriani che hanno cercato rifugio in Egitto. Lui come molti altri è stato accolto dalla "Città del 6 ottobre", agglomerato urbano di oltre 40mila abitanti a circa 20 km dal Cairo, ormai soprannominata "Little Siria", dove decine di bandiere dell'esercito libero siriano sventolano per strada."Per 22 anni sono stato un maestro al centro culturale russo di Damasco, e ora sto provando ad aiutare qualche bambino a superare le tragedie che hanno vissuto in Siria".Molti sono riusciti a ricominciare da capo, il Cairo è una destinazione costosa da raggiungere rispetto a campi sul confine col Libano, Turchia e Giordania. Qui arriva chi ha qualche possibilità economica in più."Quando sono arrivato in Egitto ho scoperto che la maggior parte dei siriani stava lavorando in ristoranti e così ho cambiato il mio campo di lavoro perché i siriani sono molto famosi per la loro cucina" dice Qassem. Così ovunque spuntano negozi di dolci e specialità siriane, mentre il numero dei profughi, già oltre 1 milione e 300mila, non fa che aumentare.(Immagini Afp)