Damasco (TMNews) - . Tartus, la culla dei martiri di Assad. Il secondo porto dellaSiria è rimasto per certi versi marginale al conflitto chedilania il paese ma i ritratti dei suoi figli uccisi ai quattroangoli della Siria nelle file dell'esercito lealista si allineanolungo l'arteria principale della città."Tartus vanta il più alto numero di martiri, spiega il fratellodi un caduto, ma siamo pronti a offrire anche la nostra vita alla Siria e al suo capo, Bashar Hafiz Al-Assad, per mettere fine al terrorismo".Una parte della stazione degli autobus è tappezzata di foto deicaduti, quasi tutti giovani, in mimetica e con l'onnipresentekalashnikov.Molti negozi celebrano con grandi poster la gloria del "militeignoto", in onore dei caduti combattendo il terrorismo, cioè glioppositori del regime di Assad, nelle file dell'esercito regolareo delle milizie schierate in difesa del regime.Tartus non usurpa il titolo di "capitale dei martiri" dato checon 4.200 caduti, 2.000 feriti e altrettanti dispersi, è laprovincia con la percentuale più alta di vittime, ricorda conorgoglio Nizar Moussa, governatore di Tartus."Il numero dei martiri in alcuni villaggi è enorme e non siamo ingrado di intitolare a tutti scuole o edifici governativi. Perquesto abbiamo deciso di dare agli istituti scolastici il nome dipiù martiri".Oltre 162mila persone sono state uccise nel corso deicombattimenti scoppiati dall'inizio della guerra civile siriananel marzo 2011.(Immagini Afp)Gfp