Siria, (TMNews) - Un viaggio a piedi nella fredda notte siriana, destinazione Giordania: un tragitto pieno di pericoli, che le famiglie sono costrette a fare con bambini e anziani. La Cnn ha seguito le famiglie siriane in fuga dalla guerra. "Ci siamo lasciati tutto alle spalle, abbiamo portato solo i vestiti che abbiamo addosso e quelli nella borsa" racconta quest'uomo, scappato con i cinque figli e la moglie. Tutto il resto è rimasto in Siria dove, dice, non potranno tornare. Questa donna ha 80 anni: non voleva lasciare la sua casa, ma è stata costretta: "Il primo giorno hanno ucciso mio nipote, il secondo mia nipote, il terzo mio cugino, il quarto un altro. Un morto al giorno, per quattro giorni". Dopo una lunga marcia nel buio - accendere la luce è rischioso - i siriani arrivano al confine dove sono accolti dalle guardie di frontiera. Qui ricevono la prima assistenza: i bambini sono talmente stanchi che non riescono a mangiare. "Quando ci siamo trovati per strada ero molto impaurita - racconta questa donna con la figlia di due mesi in braccio - vedevo morte ovunque". Sono più di 350mila i siriani che hanno attraversato il confine dall'inizio della guerra in Siria, e i campi di accoglienza scoppiano. Nonostante questo la frontiera resta aperta: "Noi accogliamo chi arriva e li portiamo in un luogo sicuro, soccorriamo chi è ferito" dice una guardia. Da qui famiglie salgono sull'autobus che le porta al campo di Zaatari, che ospita 70mila persone. È la fine del viaggio verso la salvezza, ma anche l'inizio di una vita da rifugiati.